VISIT BUDDUSO

Scopri il territorio di Buddusò

 

 

 

 

 

 

Perché venire a Buddusò?

Ci sono molte ragioni per visitare Buddusò…

Innanzitutto per il suo paesaggio suggestivo, caratterizzato da boschi di sughera, leccio e roverella, nel quale spiccano bellissimi e importanti monumenti, segno della sua lunga storia.

Buddusò…

con il suo territorio ricco di risorse e, proprio per questo, abitato fin dai tempi del Neolitico Finale, quando le antiche genti preistoriche hanno deciso di insediarsi su questo altipiano in maniera capillare, lasciandoci in eredità circa sessanta domus de janas, diversi menhir, dolmen e trentuno nuraghi.

Non solo…

Ogni angolo del paese ha molto da raccontare, attraverso i suoi vicoli e le vecchie case, un tempo abitate dai nostri avi, i palazzi dell’Ottocento e le chiese

E poi l’arte

che si manifesta con i murales, con le statue in legno, esposte nel museo, e quelle in granito e in trachite, dislocate per le vie del paese.

Usi e tradizioni antiche si conservano anche a tavola: “sas cattas pesadas” per Carnevale, “sas casadinas” a Pasqua, “sos maccarrones lados” per la festa dei Santi e per Ferragosto e infine “sas seadas” tipico dolce della tradizione di Buddusò.


Dicono di Buddusò…

«Nelle località artistiche più importanti il nome di Buddusò è continuamente presente e con esso la Sardegna, con i valori di ospitalità della nostra gente e la forza della natura che rimane impressa nella mente degli scultori come un autentico paradiso di pietra»

Pinuccio Sciola


Tante sono le teorie legate al nome del paese. Secondo professor Massimo Pittau potrebbe derivare dall’appellativo nuragico biddisò, che significa “passero”, facendo così di Buddusò una località frequentata da passeri. La professoressa Carla Marcato suggerisce invece una vicinanza con l’appellativo gollei, gullei, che significa “altopiano”.

C’è anche chi resta romanticamente legato alla leggenda secondo la quale una donna di Dure, antico villaggio nei pressi di Bitti, venne invitata da Dio a fuggire dal proprio paese, sul quale incombeva la distruzione, e a stabilirsi nella località dove avesse udito cantare il suo gallo. E il gallo cantò in maniera prodigiosa: <<Puddu so!>>, che letteralmente significa “Gallo sono!”.

Buddusò si trova nella Sardegna nord-orientale e sorge sull’omonimo altipiano a 700 metri sul livello del mare. Il territorio misura 217,97 kmq ed è ricoperto per oltre il 60% da boschi di sughera, leccio e roverella che ospitano cervi, mufloni, daini e cinghiali.
L’altipiano è per la maggior parte pianeggiante, ma con alcune punte, tra cui sa Pianedda e Punta sa Jone. In questa regione nasce il fiume più grande della Sardegna, il Tirso.
Terra di antichissima frequentazione umana, Buddusò conserva preziosissime testimonianze del passato. Al Neolitico risalgono oltre sessanta ipogei, domus de janas, tra le quali si distinguono la necropoli di Ludurru e le domus di Oltulò e Iselle. Numerosi sono anche i monumenti costruiti dalla civiltà nuragica, tra i quali spiccano il complesso e ben conservato insediamento di Loelle e i nuraghi Ruju e Errere. Tra i reperti archeologici rinvenuti in questo territorio si ricordano la brocchetta askoide in bronzo esposta nel Museo Nazionale Archeologico ed Etnografico “G.A. Sanna” di Sassari e una statuina in bronzo raffigurante una scrofa gravida esposta nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.

IN EVIDENZA

Centro di Accoglienza turistica Visit Budduso
Piazza Fumu – Buddusò

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